I luoghi dei libri a Berlino (più una canzone)

Libri letti per la prima volta prima di partire, libri riletti per l’occasione e libri letti durante il viaggio. Libri che ti aiutano a vedere la città con occhi diversi ed a riconoscere i luoghi descritti nei romanzi, anche se non ne viene specificato il nome.
Una volta iniziato, non si riesce più a farne a meno.

“IL RAGAZZO DI BERLINO” di Paul Dowswell – Feltrinelli Editore

“A Ilse Grau non piaceva il nuovo incarico nell’Edificio Numero 1 del caotico complesso della Stasi in Normannenstrasse. (…)
Non le pesava alzarsi presto al mattino (…) semplicemente detestava servire la colazione a Mielke. (…)
Seguì le indicazioni per preparare la colazione appese al muro della cucina.
‘Due uova, cotte per quattro minuti e mezzo esatti.’
Apparecchiò il vassoio secondo le istruzioni. Il tovagliolo sulla sinistra delle uova, il coltello a destra. Pane, sale e pepe, nient’altro, con un vassoietto più piccolo per il caffè e il latte.
‘Sbaglia qualcosa e ti ritroverai nei sotterranei a distribuire la sbobba nelle celle’ le aveva detto il supervisore.”

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(Museo della Stasi – Berlino)

“L’uomo sedeva a una scrivania molto semplice, con sopra quattro apparecchi telefonici. Le tende marroni alle sue spalle erano quasi identiche a quelle dell’appartamentino che lei condivideva con la famiglia di sua sorella.
Le spire rosso vivo della moquette servivano più a nascondere lo sporco che a compiacere l’occhio. La stanza odorava di cera per mobili e di sudore e tabacco stantii. Mielke occupava quella scrivania fin dal 1957…”

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(Scrivania del Ministro Erich Mielke, fondatore della Stasi – Museo della Stasi – Berlino)

“Entrando in Treptower Park, sulla strada di casa (…)
‘Vieni a vedere’ esclamò Alex d’impulso. La condusse al grande Memoriale di guerra sovietico, nel cuore del parco, indicandole uno dei fregi in pietra.
‘Guarda lì’ bisbigliò il ragazzo, indicandolo a Sophie.
‘Sembra che si stia soffiando il naso’ ”

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(Treptower Park)

“Ma a differenza dei colleghi, in quel momento guidava la sua Mercedes, al calduccio, diretto a Berlino Ovest attraverso il passaggio di confine di Invalidenstrasse”

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(Valico di frontiera Invalidenstrasse 1961-1989)

“… Alexanderplatz, con la torre della televisione alle spalle
‘E ne son pure orgogliosi’ commentò Alex sarcastico. (…)
Nonna Ostermann capì e ridacchiò ‘Non sono neanche riusciti a costruirla come si deve. La metà inferiore pare la ciminiera di un’industria chimica e quella superiore sembra rubata a una centrale elettrica’ (…)
La torre aveva un difetto di progettazione per cui i raggi del sole si riflettevano sulla sfera proiettando nel cielo il disegno di una croce. Si diceva che l’architetto fosse finito in prigione, per questo.”

dig(La torre della televisione detta anche “Rache des Papstes”, “la vendetta del Papa” , per la croce sulla sfera)

” ‘Effi è stata arrestata. I suoi genitori hanno ricevuto una visita della stasi. L’hanno portata a Hohenschönhausen .’
Tutti avevano sentito parlare di quel posto. Era un centro di detenzione nella parte orientale della città.

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(Hohenschönhausen – Carcere della Stasi)

“Il tram stava percorrendo Karl-Marx-Allee. Guardando fuori dal finestrino la fila di negozi, caffè e caseggiati di appartamenti per gli operai, tutti costruiti dopo la guerra, Alex pensò che i progettisti di quel viale dovevano essere stati dei folli. Gli edifici erano troppo massicci e il vialone troppo ampio e vuoto”

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(Karl-Marx-Allee)

“PIANO D” Simon Urban – Keller Editore

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“Wegener prese la chiamata. ‘Pronto?’
‘Tra un’ora a Pankow.’
‘Dove esattamente?’
‘Sa dov’è il manicomio di Buch?’
‘Sì.’
‘Da lì prenda la U85 in direzione Blankenfelde lasciando il manicomio sulla destra, dopo due chilometri troverà il VEB Laboratori per portatori di handicap “Horst Sindermann”, un edificio marrone con il tetto piatto’

IMG_20180819_122102.jpg(Strada del Muro di Berlino fuori Pankow dove una volta si ergeva un “campo infermeria per lavoratori orientali incapaci”, soprattutto  uomini e donne dell’Unione Sovietica deportati al Reich tedesco per lavori forzati. Questo campo era uno dei circa 1.000 campi nella zona di Berlino per i lavoratori forzati, i prigionieri di guerra, gli ebrei e i prigionieri dei campi di concentramento)

“Tutt’intorno si scorgeva intonaco color Stasi come in Normannenstrasse, ma su edifici non altrettanto alti, tre piani, un cortile deserto con un fazzoletto di erba avvizzita al centro.”

IMG_20180815_114350.jpg(Hohenschönhausen – Carcere della Stasi)

“Dopo la grata si imposero a destra e a sinistra massicce porte di cella verniciate in grigio chiaro, tavoloni da nave inchiodati da possenti marinai, con grevi chiavistelli di metallo in alto e in basso, i coperchi a goccia degli spioncini tante lacrime di ferro, stretti sportelli per il cibo con la maniglia; siamo allo zoo, pensò Wegener, nel recinto delle belve, delle bestie mordaci della DDR.”

“…al cavo del sistema d’allarme che li accompagnava lungo tutti i muri, connesso a una ragnatela elettronica da spine rosse e verdi, collegato alle lampade sferiche, color ciliegia, che pendevano dal soffitto come foruncoli luminosi.”

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IMG_20180815_115611.jpg(Hohenschönhausen – Carcere della Stasi)

” ‘E’andata oltremuro. L’anno scorso. Con un visto russo.’
‘ E tu sei rimasto qui. Preferisci prendere a bombe il paese anzichè comprare patè al tartufo con Julia al KaDeWe.’

IMG_20180815_203420.jpg(KaDeWe, ovvero Kaufhaus des Westens,“Grande Magazzino dell’Ovest”)

“Mentre svoltava in Normannenstrasse, Wegener ebbe la sensazione che quella voce da cruise lo raggiungesse e lo centrasse alle spalle. Colpito! Il porco della Stasi che va dai suoi colleghi porci della Stasi…”

IMG_20180815_162427.jpg(Normannenstrasse 22 – Ingresso del Quartier Generale della Stasi)

“…tra le lunghe bandiere stilizzate di granito rosso che sventolavano affrontate come un portale immoto alla fine delle betulle si stagliava contro il cielo nebbioso la statua del liberatore, sovrastava l’intero complesso, sorvegliava tutto e tutti nonostante la foschia: l’eroico soldato dell’Armata rossa sbriciola la svastica con gli stivali, stringe al petto da combattente l’imprescindibile figlio del futuro, impugna la lunga spada pronto alla lotta, pieno di eroico coraggio, ottimisticamente convinto che il comunismo sia sempre un revenant, un vampiro contro cui non c’è paletto che tenga, un sistema che potrà anche crollare, ma solo per risorgere altrove ancora più potente.”

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IMG_20180816_000407_514(Treptower Park – Monumento ai caduti sovietici)

“NOI, I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO” di Christiane F. – Rizzoli Editore

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“Tuttavia per me c’era ancora un nuovo obiettivo: il Sound. Il Sound era una discoteca che stava nella Genthinerstrasse, nella zona del giardino zoologico. In tutta la città c’erano affissi i manifesti: ‘Sound – la più moderna discoteca d’Europa.
(…)
Andammo al Sound. Quando fui dentro mi prese quasi un colpo. Non aveva niente a che fare con quello che mi ero immaginata. La ‘Discoteca più moderna d’Europa’ era una cantina con un soffitto bassissimo. Era rumorosa e sporca. Sulla pista da ballo ognuno per sè andava al tempo di musica. Non c’era assolutamente nessun contatto tra le persone. C’era un tanfo tremendo. Ogni tanto un ventilatore rimescolava l’aria viziata. Mi sedetti su una panca e non osai più muovermi.”

IMG_20180814_091055.jpg(Genthinerstrasse – C’era una volta il Sound)

“Salimmo sulla metropolitana e andammo fino alla fermata della Kurfürstenstrasse. Allora questo era per me un viaggio abbastanza lungo. Mi sentivo molto lontana da casa mia. La Kurfürstenstrasse all’incrocio con la Potzdamerstrasse era piuttosto squallida. Qua e là c’erano ferme delle ragazze. Naturalmente non avevo la minima idea che stessero battendo la strada.
(…) Se allora qualcuno mi avesse detto che a un certo punto ci sarei stata anch’io quasi ogni giorno in questo squallido tratto della Kurfürstenstrasse, gli avrei certo risposto che era pazzo.”

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(Kurfürstenstrasse all’incrocio Potzdamerstrasse)

“Sulla Kurfürstendamm, davanti al caffè Kranzler, ci dividemmo il bottino. (…) Rompemmo la carta che avvolgeva i rotoli di monete e le gettammo per aria. Davanti al Kranzler piovevano monete. Il marciapiede era cosparso di soldi.”

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(Caffè Kranzler)

“Andammo in un locale che era già aperto della stazione della metropolitana, fermata Zoo, il Bahnhof Zoo. Mi colpì subito lo squallore. Era la prima volta che ero al Bahnhof Zoo. Era una stazione enormemente squallida. C’erano barboni buttati nel loro vomito e ubriachi dappertutto. Che ne sapevo che entro un paio di mesi avrei passato qui tutti i pomeriggi?”

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sdr(Bahnhof Zoo)

“Quando un tizio mi venne vicino e mi chiese se volevo roba, dissi di sì. Lui mi precedette verso la Ernst-Reuterplatz e lì comprai un quartino per quaranta marchi. Andai subito nella toilette per donne della Ernst-Reuterplatz che è piuttosto pulita. Sul cucchiaino ci misi solo la metà della roba perchè dopo la disintossicazione non si può ricominciare con tutta la quantità di prima. Mi sparai il buco un po’ come se fosse proprio una festa. Perchè pensavo che era l’ultimo giorno che stavo ancora nel giro.

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(Ernst-Reuterplatz)

*****

Come qualcuno ha giustamente detto, quando apri il libro di Christiane F. senti subito le canzoni di David Bowie venire fuori.
Perciò chiudo con la foto del palazzo dove alla fine degli anni ’70 David Bowie ed Iggy Pop condividevano un appartamento, nel periodo in cui Bowie scrisse “Heroes”.

39195271_10155657862706845_3276831374199226368_n.jpg(Hauptstrasse, 155 – Berlino)

(Tutte le foto sono state scattate da me)

 


11 risposte a "I luoghi dei libri a Berlino (più una canzone)"

  1. Vado un po’ fuori tema ma ricordo che quando andai a Bucarest (1997) cercai di seguire le tracce contenute in Memorie di un Antisemita di Von rezzori che cito anche nel mio ultimo post.
    La cosa divertente è che il suo racconto si riferiva a prima della seconda guerra mondiale: non ci crederai ma nonostante una guerra, un cambio di regime e più di 50 anni le differenze rispetto ai luoghi e alle vie descritte era minima.

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  2. Christiane F. è uno di quei libri che se li leggi da poco più che ragazzina, come è successo a me perché lo aveva mia sorella più grande, ti rimangono dentro per tutta la vita. Ho riletto quei brani che mi sembrava quasi aver rimesso a posto il libro ieri.
    Berlino è una città bellissima, ma per lo stato d’animo con cui l’ho vista ha finito per essere un posto in cui non vorrei tornare mai.

    Piace a 1 persona

    1. Christiane F. rientra nelle riletture prima della partenza. Lo avevo letto alle scuole medie, preso in prestito dalla biblioteca del paese in cui vivevo, ero l’unica lettrice della famiglia, pochi soldi ed ancor meno librerie nei paraggi. Ne rimasi così impressionata che subito dopo lessi l’unico altro libro sulla droga che la biblioteca aveva.
      Non potevo andare a Berlino senza averlo letto di nuovo per averlo bene impresso in testa. La sera prima di partire mi sono anche rivista il film.
      Peccato che Berlino, nonostante la sua bellezza, ti faccia tornare a galla emozioni negative.

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