de Chirico’s calling

All’ennesimo trasloco, in una casa minuscola per giunta, mi sono portata dietro solo alcuni dei libri da leggere che già avevo. Da quella casa ho poi traslocato e l’attuale è poco più grande, resta però il fatto che qui con me ho solo i libri accumulati negli ultimi quattro anni.
I libri sono tutti disposti nella libreria e mi piace quando le persone che vengono a casa mia si mettono a curiosare. Mi piace guardarle di nascosto mentre abbassano la testa a destra ed a sinistra per leggere i titoli sulle coste. Mi piace ancora di più quando i libri li prendono e li sfogliano e se non lo fanno sono io che dico “Guarda questo libro!”.
Così è successo con l‘uomo dei libri a cui, un giorno, ho mostrato le mie due piccole inseparabili guide su Roma, “Isole” e “Nuove isole” di Marco Lodoli.
“Queste sono le mie Bibbie su Roma” e gliele ho messe in mano. Lui, da uomo educato quale è, non ha detto niente ma si è messo pazientemente a sfogliarle.
Quando sono tornata nel soggiorno l’ho trovato assorto che leggeva, non ha alzato nemmeno la testa quando sono entrata nella stanza.
“Cosa stai leggendo?” gli domando. Lui non dice niente ma mi mostra il capitolo, è quello che parla di una chiesa di Trastevere.
“E’ qui vicino casa mia, ci arriviamo a piedi e non l’ho mai vista. – gli dico – Andiamo!”
E’ così che arriviamo alla chiesa di San Francesco a Ripa per vedere una scultura e finiamo con lo scoprire che vi è sepolto Giorgio de Chirico. Questa scoperta casuale mi colpisce più della statua del Bernini e continua a ronzarmi in testa per giorni.
Alla Cappella de Chirico si accede dalla chiesa anche se in verità rimane fuori dal perimetro della stessa. Vi sono sepolti solo il pittore e Maria Mustari, sua carissima amica nonchè amore platonico, mentre i ritratti appesi sono quelli della moglie e del pittore.
Dopo qualche settimana vado al Museo Boncompagni Ludovisi dove inaspettatamente ci trovo un dipinto di de Chirico, “Le amiche”, così bello che la foto finisce in un mio post.
Tre o quattro giorni fa, invece, scorrendo la lista dei musei romani scopro che in Piazza di Spagna c’è la Casa Museo di de Chirico.
Ho capito, il Maestro chiama.
All’itinerario ci aggiungo anche il Museo Bilotti di Villa Borghese, che già conoscevo, ed il tour è completo.
Giorgio, arrivo!

Chiesa di San Francesco a Ripa (Trastevere). La Cappella de Chirico è visitabile solo la domenica, su richiesta.

 

 

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La Casa Museo è in Piazza di Spagna al civico 31. De Chirico, dopo 21 traslochi, ci ha vissuto gli ultimi 30 anni della sua vita assieme alla seconda moglie. Nella casa ci sono angeli, angeli, angeli dappertutto, la signora ne era fissata, mentre lui, essendo estremamente superstizioso, disseminava amuleti ovunque.
La collezione conta più di 500 opere, ne vengono esposte circa 60, a rotazione.

 

 

 

L’ingresso

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Salotto e sala da pranzo

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Il carrello con le bottiglie originali. de Chirico usava prendersi un aperitivo ogni giorno prima di pranzo, di nascosto dalla moglie

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Camere da letto e Studio

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La piccolissima canera di de Chirico, delle dimensioni di una cella
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La camera della moglie.

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Gli amuleti

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Corno portafortuna di de Chirico che era superstiziosissimo
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Amuleti appesi dietro la tela

20170630_122610 Il Museo Bilotti ha sede nell’Aranciera di Villa Borghese, la collezione permanente è composta da opere donate dall’imprenditore Carlo Bilotti e sono per la maggior parte di Giorgio de Chirico.

 

Al piano terra dell’Aranciera c’è una mostra temporanea, la guardo distrattamente e salgo al primo piano. Quando entro nella sala che custodisce le opere di de Chirico mi dirigo verso quella che attira subito la mia attenzione, sgrano gli occhi, sorrido ed esclamo “Questo quadro è lui! E’ l’uomo dei libri!”. Il cerchio si chiude.

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Oreste e Pilade – Gli archeologi o Amici antichi

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Autoritratto con testa di Minerva
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Regate storiche a Venezia
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Orfeo solitario
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L’archeologo pensatore
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L’archeologo solitario
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Archeologi misteriosi – Manichini – Il giorno e la notte
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Guerriero reggente un cavallo alla briglia – Cavallo e cavaliere con sfondo di maniero
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