Il tour dello sfacelo

Oggi si festeggiano i Santi Pietro e Paolo, sono i santi patroni di Roma; molti domani faranno ponte e la città oggi è pressochè deserta, come solo ad agosto può essere.
Amo i romani quando in massa se ne vanno al mare e lasciano le strade vuote.

L’itinerario era già pronto da una settimana, da quando incautamente l’ing. mi aveva detto di essersi divertito la volta precedente. Peggio per lui ed un po’ anche per me, non siamo riusciti ad entrare nel parcheggio elicoidale. Chiuso, sprangato, incatenato. Mi sono data per vinta solo dopo avergli girato attorno per bene.

Risaliamo sullo scooter, direzione ex fabbrica di penicillina sulla Tiburtina.
Mentre siamo per strada vedo un casolare abbandonato.
“Ferma, ferma, ferma! C’è una casa abbandonata! – urlo all’ing – c’è un varco nel cancello!”
Torniamo indietro.
Io scendo, l’ing resta sullo scooter.
“Vedi? Si può entrare!! Andiamo!” gli dico indicandogli il cancello.
Lui, serafico “No, non si può”
“Ma sì, c’è un varco! Daiiiii”
“Non so se hai notato che il cancello è chiuso da una catena ed è stato forzato”
“Evvabbè” dico mentre scendo e mi avvicino al cancello. Lui intanto gira lo scooter per essere pronto alla fuga, mi sa. Una volta che si è piazzato all’ombra ed io sono oltre la rete mi dice, come fosse la cosa più normale del mondo “Io fossi in te non entrerei, è zona di zingari”
Mentre faccio foto vedo passare una panza nuda che va da un rudere all’altro.
In meno di un minuto sono sullo scooter. Andiamo alla Leo Roma, va’.

All’inaugurazione della Leo farmaceutica, nel 1950, partecipò anche Alexander Fleming. La fabbrica è rimasta attiva fino a fine anni ’90.
Il cancello è stranamente aperto ed entriamo. Mentre siamo ancora al piano terra a scattare foto capiamo perchè il cancello fosse aperto. Lo capiamo quando sentiamo dei passi di qualcuno che scende le scale, il tempo di girare lo sguardo ed appare un ragazzo, tranquillo, per carità ma mi ero già vista morta. Forse uno spacciatore o forse semplicemente uno che vive lì. Improvvisamente di vedere cosa ci fosse ai piani superiori non me ne frega davvero più nulla.

“Ing ricorda che dobbiamo anche vedere l’ex Mira Lanza dove c’è il museo dei rom”
“Ma ancora non te sei stufata?”
“…”

Gli stabilimenti della ex Mira Lanza sono sul lungotevere che corre parallelo a Viale Marconi. Una parte di questa meraviglia di archeologia industriale è stata recuperata e adesso c’è un piccolo teatro operativo, il Teatro India. Il resto dell’ex saponificio sta andando in malora, così una galleria d’arte romana, a proprie spese, ha chiamato un famoso street artist (Seth, quello del murlaes del bambino di Tor Marancia) perchè ne decorasse alcune pareti. Dopo il recupero vi si è insediata una famiglia di rom, lo spazio è stato quindi chiamato M.A.G.R., ovvero Museo Abusivo Gestito dai Rom.
L’accampamento, nonostante le piante, si vede anche dalla strada che lo costeggia, l’ing se ne va dalla parte opposta.
“Ing dove vai? Guarda che è qua!”
“Ma sei sicura?”
“Sì, il Teatro India è là e noi dobbiamo entrare da qui. Vedi che ci sono i rom?”
“Ma sei sicura? – e prende il telefono – Google maps me lo dà da un’altra parte”
“Quella che vedi sulla mappa è la sede della galleria, noi dobbiamo entrare qui” e gli indico una strada sterrata che porta all’accampamento.
“Secondo me ti sbagli…”
Escono tre persone da quella strada, una bambina, una ragazzina ed una donna. Chiediamo se possiamo entrare a vedere i murales.
“Certo!” risponde la donna sorridendo “Entrate ed andate a sinistra, c’è un ragazzo”
Entriamo, giriamo a sinistra e ci ritroviamo in un accampamento rom dentro lo stabile. Stoffe appese, spazzatura, bambini nudi, uomini e donne che ci guardano.
Sono pietrificata.
Chiedo se c’è Tito.
Tito si alza e ci viene incontro, la donna che è con lui entra invece subito nella tenda e poi viene verso di noi, ci porge due brochures. Sono le brochures delle opere. Sorrido incredula ed inizio a rilassarmi.
Tito, per chi non lo sapesse, è il Direttore del Museo.

 

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Lo stabile dove vive Tito con la famiglia
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Roma Invincible (Unconquered Rome)
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Veni vidi vici (I came, I saw, I conquered)
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Per aspera ad astra (Through hardships to the stars)
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Scienta potestas est (Knowledge is Power)
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Verba volant scriba manent (Spoken words fly away, written words remains)
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Omnia vincit amor (Love conquers all)
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Lux in tenebris (Light in darkness)
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Habent sua fata libelli (Books have their own destiny)
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Absit reverentia vero (The truth shouldn’t be silenced to spare someone)
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Vultus est index animi (The face is the index of the soul)

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Oculos habent et non videbunt (They have eyes but they don’t see)
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Aut viam inveniam aut faciam (I shall find a way or make one)
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Tito il Direttore del museo di fianco a “Into Vinceres” (Overcome yourself)

 

Roy Paci & Aretuska ci hanno girato un video qua dentro:

 

Chi era che voleva venire in giro con me per Roma?
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(tutte le foto sono personali, tranne l’ultima che l’ha scattata l’ing)

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42 thoughts on “Il tour dello sfacelo

    1. Più che Garbatella quello che dico io è il Ponte della scienza sotto il gazometro, ad Ostiense. Non so se tu intendi il Ponte Spizzichino, quello che ricorda Calatrava.
      Sai che adesso non mi viene in mente il murale di Piazza di Spagna? Più tardi sarò da quelle parti, mi allungo a vedere e ti dico

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      1. Io i murales all’interno del tunnel Spagna li ho visti, qualcuno pure fotografato (un giorno che ero lì nei dintorni… 🙌). Non ho fatto molto caso alle firme, ma non mi sembrava ci fosse qualche opera del livello di Seth.

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      2. Si intendevo quello, ho fatto i corsi di fotografia a Officine Fotografiche che è lì vicino e ci sono passata spesso di notte.
        Quanto a Seth, se entri nel tunnel arrivando da via del Bottino te ne trovi due, uno per lato appena poco dopo l’ingresso.

        Liked by 1 persona

        1. Che ho visto essere in Via Libetta, una strada dove non sono mai stata ma che fa dei giri strani e spesso torna nella mia vita. Dovrò farci un salto prima o poi…
          Non prendo quasi mai la metro, meno che mai a Piazza di Spagna. Ci sono stata 3 settimane fa ma mi sono fermata alla biglietteria che è subito all’ingresso

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