L’incredibile prete

Esco di casa alle otto meno cinque, giusto in tempo per prendere l’autobus che passa verso le otto. Attraverso la strada e vedo il 170 che svolta l’angolo. Perso. Vabbè pazienza, mi dico, oggi mi sento fortunata e tra pochi minuti ne passerà un altro completamente vuoto; non dovrò aspettare un quarto d’ora.
Dopo 35 minuti di attesa mando un messaggio per avvertire che sono in ritardo. Sono saltate almeno due corse di due diverse linee e la fermata si sta affollando. Non si sa nemmeno se riusciremo a salire, il 170 arriverà già pieno.
Quando arriva il 170 riesco a salire, anche altre due persone dietro di me ce la fanno, ma saranno le uniche, gli altri restano a terra. Una signora maschia si piazza davanti la porta e non ne agevola nè l’apertura nè la chiusura, la blocca. Nessuno può salire. Finchè alla fermata di Bocca della Verità, quando l’autobus si ferma, un prete teutonico afferra le porte e le forza fino ad aprirle a suon di muscoli. Per un attimo temo che diventi verde e gli si strappi la tonaca, come il miglior Lou Ferrigo degli anni ’70 e ’80. Il prete sale con il suo sottanone svolazzante e si piazza vicino alla signora maschia, si guarda attorno schifato: “Achhh, i turisti, sono troppi, troppi!”
“Che c’entrano i turisti? So’ l’auti che non passano” replica la maschia.
“I cruppi di turisti! Salcono in dieci e non si può più entrare”
“Ma che sta’ a dì?”
“Cuardi! Cruppi di turisti, sono troppi, non devono salire!”
Alla fermata successiva scendono una decina di garrule signore svedesi ed il prete, con un lampo di acciaio negli occhi, esulta verso la maschia:
“Visto? Sono troppi! I turisti non devono prendere l’autobus devono noleggiarsi un pullmino!”

Guardo come sono vestita e mi rilasso, si vede che sto andando in ufficio e non in giro per la città. Per oggi, graziaddio, non mi gasseranno.

 

(La foto è mia ma non è il prete del racconto)

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11 thoughts on “L’incredibile prete

    1. Vedessi come sgomitano le suore quando salgono sull’autobus, devono assolutamente accaparrarsi i posti a sedere. Ho la foto di una suora che incontravo spesso una volta sul 71: si reggeva frapponendo un fazzolettino di carta fra la sua mano e l’asta. Era schifata dall’umanità.

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      1. Ti spiego la mia tecnica preferita: quando si muovono verso l’uscita devi dare un leggero colpo laterale sul tallone del piede che sta dietro (non a quello poggiato a terra), l’inciampo è garantito e fanno tutto da sole 😜

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