Ma allora esiste!

“Già nel 1935 Walter Benjamin, nel saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, descriveva il fenomeno della moltiplicazione delle immagini: nella modernità nessuna opera ha più quell’aura speciale che la circonda e la rende ‘unica e irripetibile nel luogo in cui si trova’. Cartoline, poster, fotografie, pubblicità replicano all’infinito figure che un tempo emanavano una potenza sacra, un fascino sconvolgente, perchè potevano essere viste solo in una certa chiesa o in un certo museo, in un momento preciso della vita. La pop art ha fatto di questa moltiplicazione un manifesto: nella società di massa non può esistere più un’opera eccezionale e irripetibile, le immagini si serializzano e si sparpagliano per il mondo, diventano merce comune, come ogni altra cosa.
Un esempio evidentissimo è il Sacro Cuore di Gesù di Pompeo Batoni, un santino che possiamo incontrare in qualsiasi punto della terra: sul cruscotto di un camionista cileno, in un equivoco bar delle Filippine, nella cucina di una beghina austriaca, in un negozio di mobili a Lisbona, sulla maglietta di un chitarrista irlandese rock … Ovunque. Ma bisogna riconoscere che, nonostante la sua inflazione universale, fa ancora un certo effetto ritrovarsi d’improvviso a faccia a faccia con l’originale.
L’opera del grande pittore del Settecento romano si trova da sempre nell’ultima cappella a sinistra della chiesa del Gesù, nell’omonima piazza, avvolta da una spessa penombra che sembra provare ancora a difendere l’autenticità. Qualche anziana devota prega in ginocchio di fronte al Cristo che tiene in mano il suo cuore fosforescente, il suo amore scandaloso, qualche turista indica il quadro, meravigliato o confuso dalla sua reale esistenza. E’ una piccola opera ovale, dipinta su rame, perfetta nella sua inesorabilità. Da secoli sta chiusa in quest’angolo di mondo, e da qui si irradia in ogni luogo. (…) Come sempre, Roma resta unica, il resto è cartolina”

“Nuove isole” – Marco Lodoli

Tutto molto bello, anche la chiesa che abbiamo visitato dopo, come pure la fontanella per i cani, i negozi, via dei Coronari. Tutto, ma proprio tutto eh. Però adesso ci vuole un Monterosa.

 

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Sì, lo so. In verità mi piaceva la suore inginocchiata

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Il famoso Monterosa di Pascucci. Il baldo giovane ci ha tenuto a precisare che “E’ fatto con latte, sciroppo di amarene, ghiaccio e magia. Perchè voi ci credete alla magia, vero?”

 

 

 

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16 thoughts on “Ma allora esiste!

      1. Invidia nr 1: sei lì tra meraviglie architettoniche, artistiche e storiche;
        Invidis nr 2: il Monterosa.

        Vabbè, andrò tristemente di centrifugato per pranzo…
        (Vedere il Monterosa, quello alto 4mila e passa metri, tutti i giorni non consola affatto, sallo)

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  1. ‘Gno fatta… a pranzo mix di cous cous e farro.
    Se avessi preso un centrifugato mi sarei depresso ancora di più.

    Tutta colpa tua.
    Adesso metto su Lando Fiorini e inzuppo una scatola di kleenex.

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