Piazza del Fico

E’ mercoledì, esci dall’ufficio poco dopo le 18.00, non è presto, non è tardi. Arrivi in via del Corso, ti guardi a destra ed a sinistra. Sorridi. Ti viene in mente che hai bisogno di due nuovi libri e decidi che vuoi andare a prenderli nella tua libreria indipendente preferita, quella che sulla vetrina ha attaccato due comunicazioni che ti fanno ridere ogni volta che ci pensi.

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In verità è l’ennesima scusa per poi andare a visitare un altro dei luoghi di Schiavone, proprio lì a due passi.

“- Abita alla Garbatella?-
– No. Lì c’è la madre. Lui sta dietro piazza della Chiesa Nuova.-
– E’ lì che mi stai portando?-
– Te regge?-
[…]
Nella piazzetta in mezzo ai vicoli c’era un enorme albero di fico storto e nodoso. Rocco e Brizio entrarono nel bar davanti al civico di Briga. Il vicequestore sorrise nel vedere i tramezzini sotto il tovagliolo umido”
(Era di maggio – pag. 51)

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Mastro Enrico prepara ogni giorno la maionese fresca e poi inizia a farci i tramezzini, uno ad uno. Se andate presto e siete fortunati, riuscirete a vedere con quanto amore li prepara. Non è in Piazza del Fico, ma vicino a Fontana di Trevi.

 

 

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19 thoughts on “Piazza del Fico

  1. Aaahhhh! !! Anche io l’ho fatta la foto a quella vetrina!!!!
    Oh che emozione!

    (La mia libreria preferita invece è/era*sigh* la Feltrinelli di Largo Argentina, perché poi lì dietro Pascucci e Monterosa e yummm! )

    Mai scoperto il segreto per far diventare i tramezzini così morbidi. Mi dicevano che i canovacci erano inzuppati nel latte…

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    1. Vado spessissimo alla Feltrinelli di Largo Argentina; nei week end mi piace star lì seduta nella caffetteria a sfogliare libri per poi decidere quale comprare. Più spesso vado a quella di Galleria A. Sordi perchè ce l’ho a due passi dall’ufficio e la metà delle mie pause pranzo casco là dentro. Poi mi ricordo che è meglio sostenere i piccoli indipendenti.
      Sai che ancora non sono stata da Pascucci? E dire che mi rimane anche sulla strada di casa. Il Monterosa è il frappè alle amarene, ve’?

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      1. Si, anche se gli ingredienti erano segreti
        Per me Pascucci è un posto speciale, mia mamma andava lì negli anni ’50 quando lavorava alla Cirm di Viale Trastevere.
        La Cirm divenne poi La Standa e all’epoca le commesse le selezionavano come le assistenti di volo di Alitalia.
        Era un piccolo vanto quindi poter dire di essere commesse lì dentro, e per tirarsela un po’ andavano da Pascucci a bersi un monterosa.
        Adesso l’hanno rimodernato e, secondo me, ha perso molto del suo fascino.
        Però un frullato rimane tappa imprescindibile.

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      2. Io quella Roma lì l’ho solo sfiorata. E mi manca da morire.
        T’immagini tutto il nostro palazzo, d’estate, che s’ incamminava verso la stazione Ostiense, alla Piramide, per prendere il treno fino ad Ostia.
        Mia nonna con la pentola piena di fettuccine, il coperchio legato con la tovaglia e i piatti di ceramica…
        Alla sera percorso inverso.

        Te l’immagini oggi farsi 2km a piedi, prendere un trenino e poi altri 2km per raggiungere la spiaggia?
        Carichi di roba e con i bikini di lana 🙂

        No, nessun blog. Non ho le basi, bisogna saper scrivere e soprattutto evitare la banalità.
        Faccio il parassita, così conosco pure gente figa 😀

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