Via dei Cerchi

Oggi ho fatto la turista vera e tra le varie targhe che ho fotografato, c’era questa, di cui avevo letto in una guida qualche giorno fa. Son bravi tutti a farti scarpinare alla ricerca di bellezze conclamate, meno facile è incuriosirti con il nulla e Marco Lodoli è un maestro:

“I turisti girano per la città con la mappa tra le mani per capire in che punto sono e dove stanno andando, e hanno guide che li consigliano sui ristoranti migliori, i locali giusti, quelli alla moda e quelli alternativi, dove assaggiare il cornetto più buono e dove ammirare il Caravaggio più spettacolare. Ma anche noi romani seguiamo i nostri binari quotidiani, e quando dobbiamo cambiare traiettoria ci affidiamo al navigatore o scartabelliamo il vecchio stradario per verificare in quale quadretto ci ritroviamo, E5 o B7, come nella battaglia navale. Non c’è più tempo per procedere a casaccio, magari con il rischio di imboccare la traversa sbagliata e di trovarci chissà dove, in un quartiere sconosciuto, in una piazza mai vista. Per questo sono rimasto sbalordito quando, pochi giorni fa, in via dei Cerchi, a fianco del Circo Massimo, ho visto una piccola targa di metallo piazzata sul muro a quaranta centimetri da terra. C’è incisa una scritta e una data in caratteri romani: “Mi sono perso, XVII – IX – MMX”, nient’altro. Qualcuno ha lasciato al mondo squarequick_2016819223022919questo messaggio che galleggia sulle onde del nulla. Mi sono perso, qui, a Roma, in un giorno di settembre del duemiladieci. A quell’altezza sembrerebbe il grido spaventato di un cane, uno dei tanti smarriti nel caos della città: ma un cane non lascia targhe sui muri. E allora chi è stato, e cosa significano quelle poche parole? Forse è stato un viaggiatore sbandato o un artista, una persona speciale per la quale perdersi significa aderire di più al flusso della vita. Poteva rimanere sulla strada di tutti i giorni, ma ha preferito smarrirsi, almeno per un poco, almeno con la fantasia, confondersi con l’imprevedibile, provare l’emozione di non sapere più dov’è la casa, la solita via che ruota in tondo. Ha preferito abitare l’ignoto, e io che leggo quella targa provo sgomento e una punta d’ invidia.”

(Nuove Isole – Marco Lodoli – pag. 75)

 

squarequick_2016819185051515.jpg

 

Dopo aver camminato per circa 20 km, una Corona con lime non mi era mai sembrata così buona ed il monumento a Mazzini così comodo.

 

 

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