Via Poerio 12

20160806_181813.jpgCi sono donne a cui regalano fiori ed altre a cui regalano libri. Io appartengo indubbiamente alla seconda categoria.Ed è grazie ad un regalo inaspettato che ho conosciuto Rocco Schiavone, il vicequestore scorbutico creato da Antonio Manzini. Il biglietto che lo accompagnava recitava, fra le altre cose, che i fatti raccontati nel libro si svolgevano tutti attorno a casa mia. Leggere un libro che si snoda nelle strade e nei luoghi che conosci, te lo fa sentire più intimo e forse te lo fa anche piacere di più. Dopo qualche settimana ne è arrivato un altro, sempre con Schiavone come protagonista.

Ed oggi, nonostante stessi male e fossi imbottita di antibiotici, quando a pagina 191 ho letto l’indirizzo di casa del vicequestore scorbutico non ho potuto che indossare le scarpe e salire il colle di Monteverde, dietro casa mia, fino ad arrivare in Via Poerio 12, dove abita questo personaggio improbabile e simpaticamente scurrile. Avessi letto che quello era l’indirizzo di casa dello scrittore, non me ne sarebbe fregato niente, ma sapere che quella costruzione lo aveva probabilmente davvero ispirato, mi ha accesso il fuoco sotto i piedi.

Adesso ovviamente sto peggio, ma mi sento puerilmente felice.

20160806_215546.jpg Il Libro

20160806_180317.jpg Saggezza popolare in Via Poerio

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15 thoughts on “Via Poerio 12

    1. L’attico del palazzo, direi.
      Mi sono dimenticata di fare una confessione, anzi due. L’ingresso non è proprio dal civico 12 (c’è un parrucchiere) ma dal civico 14. Sono entrata nel vialetto interno che gira attorno alla palazzina per andare a leggermi i nomi sui campanelli 😀

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  1. Ne ho letti alcuni (di cui ovviamente nn ricordo il titolo), forse anche l’ultimo uscito. L’ho conosciuto perché compro molto spesso libri editi da Sellerio, adoro la carta e soprattutto le copertine, e così sono incappato in personaggi (anche esteri) molto interessanti

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    1. Come si può rimanere immuni al packaging Sellerio? Avevo letto un Manzini anni fa, ma edito da Einaudi (mi pare.; comunque aveva una copertina bianca e liscia, nel loro stile) ed anche se mi era piaciuto lo avevo rimosso. Fino a quando non mi hanno regalato il primo “Schiavone”

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