Pet sematary

Del libro di Stephen King ho giusto preso in prestito il titolo, anche perchè non l’ho neanche letto.

Sulla Portuense, in una zona defilata ed in una stradina in salita in mezzo al verde c’è Casa Rosa, un piccolo cimitero per animali. Ed anche se può sembrare un luogo lugubre, non lo è affatto. Ci si arriva percorrendo un tratto di strada in mezzo al verde che ti fa dimenticare di essere a Roma se non fosse che oltre la distesa di ulivi, sulla sinistra, si staglia maestosamente in basso il Colosseo quadrato. Poco oltre, sulla destra, un centro addestramento cinofilo che sembra l’area giochi in un parco privato e giusto accanto, il cimitero degli animali. Alla fine del vialetto d’ingresso c’è un’abitazione  e se non fosse per la targa e la scultura all’ingresso sembrerebbe di entrare nella casa di qualcuno. Man mano che si va avanti si inizia a scorgere il piccolo cimitero.

Il benvenuto è dato dalla scultura di un austero cagnone, una sorta di tomba comune per tutti gli animali che non hanno avuto un padrone e subito di lato si scorge un tripudio di colori. Perchè il pet sematary sulla Portuense non è un luogo grigio e triste, è pieno di casette colorate, di giochi, di girandole, di fiori e di decorazioni che ricordano la gioia che i vari pelosi e pennuti hanno portato nella vita delle persone. Ed anche se ci sono epigrafi che nemmeno gli essere umani hanno sulle loro tombe e che ti fanno commuovere, ce ne sono altre che ti strappano un sorriso come quella scritta a mano per “Titti”, soprattutto quando  poi noti che le hanno lasciato penne ed uno smalto giallo e finisci con il chiederti cosa diavolo combinassero insieme.

Per la maggior parte vi sono sepolti cani e gatti, ma c’è anche il passerotto Ninetto che è vissuto 14 anni in un appartamento. Ninetto è caduto dal nido ed è stato raccolto e nutrito da un bambino di 8 anni che, cosa rara, è riuscito a farlo sopravvivere. Il passerotto ha vissuto libero nell’appartamento, ogni tanto usciva dalla finestra per poi far ritorno entro sera e dormire sulla spalliera del divano. E poi ci sono piccioni (o colombi?) e coniglietti e, pare, un piccolo leone. Uscendo una signora ci ha raccontato che il suo gatto Pepe era sepolto lì da 9 anni e lei attraversava la città appena poteva per venire a trovarlo. Adesso la figlia le ha portato un altro gatto per farle compagnia, ma non sarà mai il “suo” gatto, perchè per lei ci sarà solo Pepe.

 

La Casa Rosa

Via dell’Imbrecciato, 200

00149 Roma

 

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Il cimitero dei senza nome
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Ninetto, il passerotto
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Titti, con le sue penne ed il suo smalto giallo
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Tenera e la sua epigrafe commovente

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