Bentornato, amico mio

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[…] Keller è diventato un blues, uno dei perdenti di Tom Waits, uno dei santi di Kerouac, un eroe di Springsteen sotto le luci delle autostrade americane e i neon dei locali. Un fuggiasco, un bracciante, un vagabondo, un cowboy che, pur sapendo di essere arrivato alla fine della prateria, continua a galoppare, perchè non c’è altro da fare. […]

 

 

 

 

 

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48 thoughts on “Bentornato, amico mio

              1. Anche 200 pagine… quello che mi infastidisce sono i luoghi comuni e la scarsissima caratterizzazione dei personaggi… ad esempio le donne sono tutte modelle di Victoria’s Secrets e hanno le capacità di pianificare e manipolare che neppure Machiavelli ha mai lontanamente raggiunto. Gli uomini sono erotomani tossicodipendenti e ad Arturo mancano solo un cavallo bianco e una calzamaglia azzurra…. Un pò va bene, ma così è troppo!
                Certo che ho letto Vita e morte di Bobby Z. un libro che lui ha scritto quando non era ancora nessuno e che è stato tradotto e stampato in Italia sull’onda del successo delle Belve e la Pattuglia dell’Alba. Non un capolavoro ma meglio del Cartello!

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                1. Rido.
                  Quando è apparsa Magda ho esclamato “Che palle!”, senza contare Yvette e la Medica Hermosa. Se mai Il cartello diventerà un film, Arturo sarà interpretato da Bruce Willis che non ha mai impersonifcato parti credibili.
                  E così facendo Winslow rende poco credibile la trama e annoia il lettore anche se confesso di star leggendo il libro molto velocemente. Insomma, scorre.

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                    1. Finito anche io. Oggi. Un pò di amaro in bocca e di preoccupazione per il suo prossimo… Il mio prossimo è un romanzo di Dario Fò “Razza di Zingaro” Chiare Lettere. Mai letto niente di suo ma la storia mi incuriosiva. Speriamo. Ho bisogno di qualcosa di buono e appagante, dopo “Il Cartello”…

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                    2. Stessa mia situazione. Ho appena iniziato tre ebook ed abbandonati poco dopo. Doman, appena a casa, tenterò con.i libri che ho in attesa di lettura e che probabilmente mi daranno più soddisfazione. Stasera sembr un’anima in pena.

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          1. Mmmmm… no, non mi è piaciuto. Mi è stato regalato da un caro amico al mio ritorno dall’India che me l’ha presentato come un capolavoro. In realtà la storia è talmente assurda e improbabile che ho davvero stentato a raggiungere l’ultima pagina (e io leggo quasi tutto). Ho trovato lo stile improbabile, non continuo, come se più mani si fossero alternate al pc con il risultato di un collage malconfezionato. E con l’India ha davvero poco a che vedere… Mio babbo, che è il mio pusher di libri e al quale ho passato Shantaram, dopo 300 pag mi ha detto: “ma come hai fatto ad arrivare fino in fondo?”…

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            1. Rido.
              L’unica parte di Shantaram che ho stentato a leggere è quella della guerra in Afghanistan (mi pare), sono stata tentata più volte di saltare intere pagine. Cosa che ho fatto con il seguito, L’ombra della montagna mi pare che si intitoli. Non solo è totalmente insignificante ma sembra che sia stato scritto raffazzonando malamente ciò che era stato scartato per Shantaram. Non credo tu abbia intenzione di leggerlo, ma nel dubbio lascia perdere 🙂

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                    1. Inizio con “Solo bagaglio a mano”. Me lo sono trovato davanti appena entrata in libreria, l’incipit mi è piaciuto ed il primo capitolo me lo sono letto stando in piedi in metro 🙂 Poi non ho avuto molto tempo per leggere

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                    2. Finito. E’ un libro delizioso, pieno di mille spunti di vita e di conversazione. Se ne potrebbe parlare una sera intera. L’unico appunto che gli faccio è che sembra un’unica, grande prefazione. Avrei voluto che approfondisse maggiormente i temi trattati.
                      Io sono una pessima viaggiatrice ed una maldestra traslocatrice, benchè più di una volta mi abbiano chiamato “la ragazza con la valigia” ed abbia superato i 10 traslochi.
                      Ma una cosa ho imparato negli ultimi anni: a viaggiare con un piano B sempre in tasca ed a liberarmi delle zavorre umane.

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                    3. Bè, te lo sei divorato… Io non ho avuto la stessa sensazione che tu riporti. Mi sono piaciuti gli argomenti, molti li condivido appieno, li ho vissuti e tuttora li vivo. L’ho finito e ho pensato “devo rileggerlo”
                      Stoner l’ho letto circa 2 mesi fa, regalo di una mia cliente… per tutto il libro ho pensato: ma qui non succede nulla, e in effetti è la storia più piatta e monocorde che mi sia mai trovato a finire. Le ultime pagine però valgono la lettura del libro. Alla fine sono stato contenti di averlo letto anche se non so bene il perchè…

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                    4. L’ho divorato perchè mi è molto piaciuto e per lo stesso motivo ne ho anche sottolineato diverse parti. Ed avrei voluto che durasse di più, molto di più.
                      Quando mi chiedono di cosa parla Stoner rispondo che racconta la vita di un tizio, Stoner per l’appunto. Una vita piatta ed insignificante, ma dalla quale alla fine non riesci a staccarti. Ed in questo caso a vincere è la scrittura perchè puoi anche parlare di nulla per 400 pagine, ma se scrivi bene il lettore non si stanca.

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