La joie de vivre

E’ strano come la morte di uno sconosciuto possa colpirci. La morte di una persona di cui fino ad un anno fa ignoravi l’esistenza e che avevi visto solo in foto. La morte di una persona che hai sentito sporadicamente e brevissimamente per telefono e sapevi chi fosse solo perché non avendo capito il suo nome al telefono lo hai cercato su Google ed allora ne hai visto la faccia.

Quello che non capisci è perché rimani pietrificata, sbatti gli occhi incredula e gli angoli della bocca ti vanno irrimediabilmente in basso per il resto del pomeriggio. Eppure le morti di personaggi pubblici non ti hanno mai toccata minimamente, spesso nemmeno quelle di persone che più o meno conoscevi. Talvolta poco anche quella dei parenti. E la cosa ti sembra così strana che ci pensi per tutto il giorno. Poi alla fine capisci. Quello che in verità ti ha toccato nel profondo non è stata la sua morte ma il suo atteggiamento verso la morte. Persona malata che ha subito anche interventi importanti, non ha mai fatto trapelare niente dalla sua voce. Niente. Quando lo chiamavi sapevi che ti avrebbe risposto con voce sorridente e squillante, un inno alla vita. Aveva la voce del buon umore e te lo trasmetteva. Eppure era già malato. Ma chi lo avrebbe mai detto? Qualche giorno fa, quattro pe l’esattezza, ha risposto con una voce aggressiva che poi è diventata cordiale nel corso della telefonata.  E mi era sembrato così strano. Adesso ne capisco il motivo, credo che si stesse attaccando alle sue ultime ore di vita con i denti.

Sentire la gioia di vivere in una persona che sa di avere i giorni contati ti destabilizza e ti fa rendere conto quanto sei stupida quando sprechi la cosa più importante che hai e lo fai lamentandoti o arrabbiandoti. Stai sprecando il tempo a tua disposizione.

Se adesso aprissi le pagine dei quotidiani saprei chi era e cosa aveva fatto. Saprei tutto esattamente e forse mi sarebbe meno sconosciuto. E magari potrei scriverne e parlarne per ore ed ore.

In verità non mi interessa perché oggi tutta la mia stima va all’uomo che era, non al personaggio pubblico.

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11 thoughts on “La joie de vivre

  1. Immagino che il tuo sia un discorso riferito ad una parevano particolare e non un discorso in generale… perché io, se venisse a mancare Gigi D’Alessio non dico che farei una festa ma poco ci manca…. 😉

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